Dipendente che usa i permessi per la legge 104? Da oggi, bisogna davvero stare attenti.

Il 18 Febbraio scorso, la Corte di Cassazione ha pubblicato l’ordinanza n. 4670 con la quale ha approvato il licenziamento di un dipendente per indebita utilizzazione dei permessi ex legge 104/1992 provati grazie alla collaborazione di un detective privato.

Nello specifico, il dipendente era stato già licenziato per indebita utilizzazione dei permessi a seguito di quanto appreso alla società datrice per il tramite di un’agenzia di investigazione privata che aveva dimostrato come il dipendente, invece di prestare assistenza al proprio familiare, era stato a fare shopping.

La scelta di utilizzare un investigatore era stata ritenuta non valida dai legali della parte offesa cosi la Cassazione ha in questi giorni ritenuto di esprimersi specificatamente rilevando che la questione della nullità delle prove fornite dall’agenzia investigativa “infondata”.

Si legge infatti: “I controlli, demandati dal datore di lavoro ad agenzie investigative e riguardanti l’attività lavorativa del prestatore svolta anche al di fuori dei locali aziendali non sono preclusi laddove non riguardino l’adempimento della prestazione lavorativa, ma siano finalizzati a verificare comportamenti che possano configurare ipotesi penalmente rilevanti ad integrare attività fraudolente, fonti di danno per il datore medesimo”.

Come affermato in un nostro recente articolo infatti non si può indagare l’operato di un dipendente all’interno del luogo di lavoro ma è lecito farlo per le sue attività all’esterno e le prove accertate dal detective possono essere considerate valide del giudice di riferimento. 

“Dette agenzie – scrive oggi la Cassazione – per operare lecitamente non devono sconfinare nella vigilanza dell’attività lavorativa vera e propria … restando giustificato l’intervento in questione non solo per l’avvenuta perpetrazione di illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che illeciti siano in corso di esecuzione”.

Per il fondatore di Phersei, Marzio Ferrario: “Ancora volta viene ribadito il diritto del datore di lavoro di verificare l’operato dei propri dipendenti fuori dall’esercizio lavorativo per la tutela anche del proprio patrimonio aziendale. Si tratta – specifica Ferrario – di una nuova importante conferma da parte della Corte di Cassazione che ribadisce l’importanza del ruolo svolto dagli investigatori privati nelle attività giudiziarie”. 

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