Pubblicate in questi giorni le nuove regole deontologiche per le investigazioni difensive rispetto alle novità introdotte dal GDPR. Il Garante della Privacy ha infatti verificato la conformità dei codici della normativa sul trattamento dei dati personali e ha pubblicato in Gazzetta Ufficiale le nuove regole deontologiche ritenute conformi. 

Dal 15 Gennaio per tutti non ci sono più proroghe. Avvocati e investigatori privati, dovranno rispettare le nuove regole come da Regolamento UE 2016/679.

La novità più importante introdotta dal Garante è che l’avvocato organizza il trattamento secondo le modalità che risultano più adeguate a favorire in concreto l’effettivo rispetto dei diritti, delle libertà e della dignità degli interessati. 

Il nuovo assetto semplifica l’informativa per il trattamento dei dati, che potrà essere unica ed anche affissa in studio per gli avvocati. Peraltro, potrà essere fornita anche utilizzando formule sintetiche e colloquiali.

Le modalità per il trattamento dovranno essere scelte dal titolare, ovvero:

  • un singolo professionista;
  • una pluralità di professionisti; 
  • un’associazione tra professionisti o una società.

Specifica attenzione è data all’adozione di idonee cautele per prevenire la raccolta ingiustificata di dati in caso di utilizzo di notizie private che possono comportare rischi per gli interessati.

Un esempio è l’uso spropositato di corrispondenza personale o l’esercizio contiguo di attività autonome, l’utilizzo di dati dal dubbio impiego lecito o la distruzione di dati su particolari supporti elettronici o documenti. 

Sono utilizzabili secondo il Garante i dati personali contenuti in pubblici registri o elenchi nonché in banche dati autorizzate e gli atti, annotazioni, dichiarazioni e informazioni acquisite nell’ambito di indagini difensive. 

Nei rapporti con i terzi e con la stampa possono essere rilasciate informazioni non coperte da segreto qualora sia necessario per finalità di tutela dell’assistito o se concordato con lo stesso cliente.  

Un capitolo del documento (Capo IV – Trattamenti da parte di investigatori privati) è dedicato esclusivamente al trattamento dei dati per l’attività svolta dall’investigatore privato. 

Egli non può intraprendere di propria iniziativa investigazioni che invece devono essere eseguite esclusivamente sulla base di apposito incarico conferito per iscritto e solo per le finalità specifiche. 

L’investigatore privato deve eseguire personalmente l’incarico ricevuto e può avvalersi solo di altri investigatori privati indicati nominativamente all’atto del conferimento dell’incarico. 

Chiudi il menu
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: