Il licenziamento per giusta causa è un licenziamento disciplinare, messo in atto nel caso in cui un dipendente assuma una condotta così grave da determinare la fine del rapporto di lavoro e pertanto il licenziamento in tronco e senza preavviso. La caratteristica è quindi data dalla possibilità per il datore di lavoro di licenziare il dipendente senza dare un preavviso, al contrario di quanto avviene nel licenziamento per giustificato motivo soggettivo, che si verifica a causa di comportamenti scorretti del lavoratore ma non tanto gravi da determinare la fine immediata del rapporto di lavoro.

Quando si può licenziare per giusta causa?
Esistono delle condizioni particolari che inducono il datore di lavoro a procedere al licenziamento per giusta causa tra cui la falsa malattia e il falso infortunio, il rifiuto del lavoratore di eseguire la prestazione lavorativa senza un motivo giustificato, la violazione del patto di non concorrenza, l’abuso dei permessi per ex legge 104/92, il furto di beni aziendali da parte del dipendente, la falsa timbratura del cartellino.

Per procedere al licenziamento in tronco del lavoratore è necessario che il datore di lavoro raccolga degli elementi a conferma che il dipendente ha violato il rapporto di fiducia esistente tra le parti. È in questo contesto che il supporto garantito da un investigatore privato può rivelarsi determinante per raccogliere prove che possano aiutare il datore di lavoro ad avviare il licenziamento per giusta causa.

Il ricorso ai servizi offerti da un’agenzia investigativa in caso di licenziamento del lavoratore è stato anche disciplinato dalla sentenza n. 25674 del 4 dicembre 2014 che ha considerato legittimo l’intervento di un detective per accertare la responsabilità di una cassiera la quale è stata licenziata per non aver registrato la vendita di alcuni prodotti.

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