Gli Italiani sono lenti a pagare
Gli italiani impiegano in media 85 giorni per saldare i loro debiti nel settore privato e da sei mesi a un anno verso un partner pubblico. Un dato che risulta tra i peggiori a livello internazionale, secondo una recente indagine condotta dalla società Euler Hermes del gruppo Allianz.
La ricerca, che ha coinvolto 50 Paesi, ha potuto rilevare le dinamiche del recupero crediti internazionale in base alle pratiche di pagamento, i procedimenti giudiziari e le procedure legate alle insolvenze aziendali.
Il recupero crediti è difficoltoso
In particolare, dall’indagine sono emerse quelle che sono le criticità che l’Italia deve affrontare nel recupero crediti, che vanno dall’estrema debolezza delle leggi che regolano il settore e la troppa burocrazia nelle procedure amministrative, ai ritardi e costi procedurali troppo elevati, alla difficile applicazione delle decisioni giudiziarie e, nel caso di procedure fallimentari, alle scarsissime possibilità dei creditori di recuperare il proprio credito.
L’agenzia investigativa ti può aiutare
Quando incassare diventa un’odissea, un’azione risolutiva può essere svolta dall’agenzia investigativa, che possiede tutti gli strumenti per determinare la condizione patrimoniale del debitore.
La fitta rete delle informazioni che vengono reperite interessano tutta la vita economico-finanziaria del soggetto: partendo dai rintracci, anagrafico per l’indirizzo di residenza e fisico per azioni di notifica, arrivando al reperimento di recapiti telefonici e verifiche sui redditi da lavoro, passando per le proprietà mobili e immobili accertando l’eventuale presenza di ipoteche o altri gravami, le operazioni d’indagine si focalizzano poi con particolare interesse esaminando attentamente i rapporti tra soggetto e istituto di credito e sviluppando i rapporti di partecipazione e cariche societarie in strutture italiane o estere.
L’investigatore privato e il Garante della Privacy
L’efficienza di un’agenzia si desume anche dalla capacità di arrivare all’obiettivo nonostante vi siano alcuni limiti posti dal Garante della Privacy, che ha definito illegittime alcune pratiche: visite a domicilio o sul posto di lavoro, sollecitazioni telefoniche insistenti, telefonate preregistrate effettuate senza l’intervento di un operatore, invio di cartoline postali recanti all’esterno la scritta “recupero crediti” o avvisi di mora affissi sulla porta di casa del debitore, che possono portare soggetti esterni a conoscenza della situazione di inadempienza del debitore.

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