Negli ultimi tempi, la crescita di popolarità delle monete virtuali e le possibilità di guadagno derivanti da esse hanno attirato sempre più persone. Però, con l’aumento degli investimenti, anche gli hacker stanno provando a sfruttare questa tendenza con truffe e malware creati ad hoc per le criptovalute. Bitcoin. Cos’è? Il bitcoin è la più diffusa tra le cosiddette criptovalute. È un “valore” concordato tra le parti sulla base della “legge della domanda e dell’offerta”, un po’ come per il prezzo dell’oro, dei diamanti e delle materie prime. È denaro, ma non è una moneta. Nelle transazioni online, il bitcoin ha mostrato di avere un controvalore (in valute tradizionali) estremamente variabile. Un esempio: stamane il suo prezzo è sceso sotto gli 8.000 dollari, toccando un minimo a 7.800, -5% rispetto a ieri. Nelle scorse settimane, invece, dopo aver perso i due terzi del valore in appena 100 giorni, i bitcoin erano risaliti di prezzo, sfiorando gli 8.200 dollari e segnando un aumento di quasi il 24% in appena 7 giorni. Tuttavia il bitcoin non è emesso né garantito da una Banca Centrale, è frutto di un software appositamente programmato. Possibilità di guadagno facili o truffa? Il sistema Bitcoin non è una truffa di per sé, ma viene sempre più spesso utilizzato per compiere frodi, estorsioni, o scambi di beni e servizi illegali in determinate giurisdizioni. Una pratica resa ancora più semplice dal fatto che ogni scambio è destinato a restare anonimo e a perdersi all’interno della rete. Cos’è la Bitcoin Forensics? Da qui si è reso necessario lo sviluppo di una nuova branca delle investigazioni private, la Bitcoin Forensics. «La Bitcoin Forensics è quella disciplina che si occupa di rilevare dati oggettivi, in ambito investigativo, da transazioni e tecnologie basate su Bitcoin», spiega Riccardo Meggiato, uno dei massimi esperti in digital forensics e autore di diversi libri su sicurezza e investigazioni informatiche. «Va da sé che un’indagine di questo tipo si basa sullo studio approfondito della tecnologia blockchain, che è quella che presiede al funzionamento di bitcoin e buona parte delle crypto-valute – precisa Meggiato – Al momento non esistono strumenti efficaci per l’analisi forense di queste tecnologie, quindi l’analisi si effettua “a mano” e, per questo, è richiesto un alto livello di competenza. Benché in altri rami dell’informatica forense ci sia una chiara distinzione tra “forensics” e “OSINT”, nel caso di Bitcoin e Blockchain, dove si è ancora agli albori dei sistemi di analisi, è una distinzione non ancora netta. Più che altro, si tende a considerare l’intelligence un sotto-ramo della Bitcoin forensics».
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