Il cracker informatico è un vero e proprio cybercriminale. È un esperto di informatica che sfrutta le proprie conoscenze tecniche per danneggiare sistemi altrui, allo scopo di estorcere denaro o di creare un danno. Come lo fa? Attraverso la creazione e la diffusione di virus, o meglio, di “codici maligni”: i malware.

Il termine cracker non è molto noto ai non addetti ai lavori perché, di norma, soprattutto a causa dell’informazione errata da parte dei media, al suo posto viene utilizzato il vocabolo hacker. Ma non si tratta di sinonimi, si tratta piuttosto della versione cattiva (il cracker) e di quella buona (l’hacker) del medesimo personaggio.

Il cracking, cioè l’insieme di azioni compiute al fine di danneggiare un sistema, è una pratica altamente dannosa, basti pensare che permette al cybercriminale di impossessarsi dei dati di una carta di credito o di documenti riservati.

 

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Cracker: l’hacker cattivo

Diamo quindi il giusto nome alle cose: il cracker è un hacker cattivo, perché agisce per dolo, illegalmente, e con l’hacker ha in comune esclusivamente la conoscenza della materia, cioè l’informatica. Quello che li differenzia, invece, è l’intenzione con cui agiscono: mentre l’hacker mette le proprie abilità al servizio della comunità, collaborando con aziende o con le Forze dell’Ordine, il cracker le impiega per arricchirsi con intenti fraudolenti.

 

Cos’è il cracking

Con il termine cracking facciamo riferimento alle pratiche illecite che l’hacker cattivo mette in atto per danneggiare software e sistemi informatici. Si va dal furto di password a quello di credenziali bancarie, dalla raccolta di materiale e di documenti soggetti a copyright, alla distruzione di file e al trafugamento dati.

È bene specificare che il cracker spesso non possiede le raffinate abilità dell’hacker, che invece è un professionista, ma spesso utilizza trucchi ripetitivi per il solo gusto di danneggiare qualcuno, di vincere una sfida o di ottenere l’approvazione e l’ingresso all’interno di una comunità di cybercriminali. Si può dire che l’hacker, oltre ad agire legalmente, combatte il cracker e i suoi attacchi informatici.

 

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Altri pirati informatici: categorie di cybercriminali

Senza sistemi di protezione efficaci e senza i professionisti che lavorano sui punti sensibili ad un attacco illecito, i cybercriminali sarebbero i padroni del mondo. I loro crimini sono sempre più sofisticati e loro sempre più specializzati. Ormai i settori in cui possono compiere le loro malefatte e guadagnare sono i più disparati: i bersagli non sono solo privati ma anche aziende, dalle più piccole alle multinazionali.

pirati informatici

 

La sicurezza informatica, o cybersecurity, è minacciata da diverse categorie di pirati informatici, vediamone alcune nel dettaglio.

 

Hacker

L’hacker, che ricordiamo essere il termine usato erroneamente, ma convenzionalmente, per indicare il cracker, è un pirata informatico che, utilizzando le proprie capacità e conoscenze tecniche, si insinua nei programmi altrui creando danni, appropriandosi di informazioni riservate e infettando i sistemi per ottenere denaro o per semplice divertimento. Rappresenta una seria minaccia sia per l’utente privato sia per le aziende, che spesso subiscono ingenti perdite di denaro a causa dei suoi attacchi.

 

Lamer

Il Lamer è un hacker/cracker che non ce l’ha fatta. Si tratta di personaggi dalle scarse competenze tecniche, motivati più che altro dal desiderio di creare scompiglio, dalla voglia di emulare i veri pirati informatici ma senza riuscire ad arrivare a compiere veri e propri crimini. Si avvalgono di software già pronti, nulla è farina del loro sacco e vengono malvisti sia dagli hacker che dai cracker, perché, di fatto, ne minano la reputazione.

 

Phreaker

Per entrare nel mondo dei Phreaker dobbiamo fare un salto nel passato, a prima dall’avvento di internet. Parliamo degli anni ‘60, quando nacque la prima rete telefonica pubblica. I Phreaker utilizzavano delle boxe, le cosiddette blue boxes, strumenti che permettevano di dirottare le chiamate telefoniche verso l’utente desiderato, a spese del chiamante originario.

Il termine Phreaker deriva infatti da phone e freak, dove phone non ha bisogno di traduzioni e freak sta ad indicare una persona un po’ folle, stramba, ma anche fanatica, appassionata. Perché di fatto le ragioni più ataviche della nascita dell’hacking, di cui il phreaking è una forma, risiedono nella curiosità, nella voglia di scoprire cosa si cela dietro ad ogni nuova tecnologia.

 

perché proteggersi da un cracker

 

Perché è importante proteggersi dai cracker

Qualsiasi sia lo scopo di un cybercriminale, che sia truffa o divertimento, il risultato finale è un danno più o meno grosso ai danni di qualcuno.

Anche il semplice download di un file protetto da copyright, quindi non open source, arreca danno al proprietario della licenza. Se poi il file viene condiviso, tramite il file sharing, il danno risulterà ancora maggiore.

Pensiamo poi al furto di dati bancari, al furto dei numeri della nostra carta di credito, un incubo da cui tutti vorremmo stare lontani.

La buona notizia è che è possibile difendersi dai cracker con alcune semplici accortezze:

  • Installare un valido antivirus.
  • Non connettersi alle reti Wi-Fi pubbliche per inserire dati sensibili in un form.
  • Eseguire regolarmente il backup dei dati.
  • Aggiornare frequentemente il sistema operativo.
  • Utilizzare password sicure e sempre diverse per i diversi siti.

La cattiva notizia è che a volte tutto ciò non è sufficiente, perché l’hacking non è qualcosa di statico ma in continuo divenire.

 

Le investigazioni informatiche per combattere i cracker

Lo spionaggio informatico ai danni di un’azienda può provocare notevoli danni economici e di immagine e consiste nel reperire, o meglio “rubare”, informazioni e dati riservati. Si può trattare di un brevetto, di una lista di potenziali clienti, di un’idea, di una nuova strategia di marketing, insomma si può trattare di perdere in un attimo mesi di lavoro e soldi.

Per aggirare il problema, visto che evitarlo non è sempre possibile, è al giorno d’oggi indispensabile rivolgersi ad un’Agenzia Investigativa specializzata in indagini informatiche per risalire all’identità del pirata informatico o, a volte, dell’azienda concorrente che c’è dietro.

Ultimamente, si parla di vere e proprie organizzazioni criminali specializzate nel cybercrime, ecco perché occorre affidarsi ai professionisti, in modo che lo scontro sia alla pari.

 

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