VITTIMA DI STALKING? L’INVESTIGATORE PUO’ AIUTARTI
Ieri l’Italia si è fermata per dire STOP alla violenza sulle donne. Ogni anno ormai, in occasione della giornata mondiale contro la violenza sulle donne (istituita il 17 dicembre 1999 dall’Assemblea generale delle Nazioni Unite), migliaia di associazioni ed enti pubblici dedicano le loro attività al ricordo delle migliaia di vittime di questa immane piaga sociale.

Nel 2018, sono state poco meno di 50 mila le donne che si sono rivolte ai centri antiviolenza in Italia. Ciononostante, esperti internazionali impegnati su diversi fronti, hanno affermato che l’Italia fa ancora troppo poco per combattere i femminicidi e la violenza sulle donne. La violazione della privacy è un reato ormai grave per tutti gli Stati dei Paesi avanzati. E tutelarla è un diritto di ogni cittadini.

Il reato di stalking

Solo dopo anni di sollecitazioni, con l’art. 612-bis del Codice Penale il governo ha disciplinato in ambito giuridico il reato di stalking stabilendo la pena della reclusione per chi lo commette. Ma il reato contestato è quello di “atti persecutori” e questo ha creato non poche polemiche da parte dei soggetti interessati.

L’art. 612 bis recita: “Salvo che il fatto costituisca più grave reato, lo stalking è punito con la reclusione da sei mesi a cinque anni per chiunque, con condotte reiterate, minaccia o molesta taluno in modo da cagionare un perdurante e grave stato di ansia o di paura ovvero da ingenerare un fondato timore per l’incolumità propria o di un prossimo congiunto o di persona al medesimo legata da relazione affettiva ovvero da costringere lo stesso ad alterare le proprie abitudini di vita”.

La fattispecie incriminatrice mira anche a tutelare la tranquillità psichica e la riservatezza dell’individuo, posto che ai fini della configurazione del reato “è sufficiente che gli atti ritenuti persecutori abbiano un effetto destabilizzante della serenità, dell’equilibrio psicologico della vittima” (Cass. n. 8832/2011).

Spesso si tende a stabilire una connessione tra il reato di stalking e i maltrattamenti in famiglia. E’ certo che in entrambi i casi denunciare è il passo più importante ma lo stalking non deve necessariamente essere commesso da una persona vicina alla vittima, come ad esempio da un familiare, può trattarsi anche di uno sconosciuto.

Lo stalking si riferisce a comportamenti molesti o minacciosi che si protraggono ripetutamente nel tempo. E tali atteggiamenti si possono distinguere in stalking fisici o cyberstalking:

  • Lo stalking fisico avviene quando una persona è oggetto di pedinamenti, appostamenti, molestie telefoniche, atti vandalici e messaggi minatori.
  • Il cyberstalking è una persecuzione che avviene mediante l’uso di Internet o altri mezzi elettronici.

Entrambi i comportamenti non sempre possono attaccare l’incolumità fisica della vittima, anche se lo fanno di certo con quella psichica, ma spesso purtroppo – come ricorda la cronaca di questi anni – possono indurre l’aggressore a confinare il suo comportamento in un atto irreversibile come l’omicidio.

Identificare il persecutore è il primo passo per procedere per le vie penali e avviare le fasi necessarie per la tutela personale ma per farlo sono necessarie prove certe e valide per il giudizio del tribunale.

E non è sempre facile trovarle. Spesso, infatti, la mera querela della vittima non è sufficiente per stabilire l’inizio del procedimento di tutela. Assumere un investigatore privato per il comprovare il reato di stalking in America e in altri Paesi europei è una prassi abbastanza comune. In Italia, invece, non ancora. Sebbene la scelta di affidarsi ad un professionista delle investigazioni renderebbe il procedimento molto più veloce e sicuro.

Un’accurata indagine investigativa, condotta da un investigatore privato, è utile a salvaguardare la propria incolumità e a far valere i propri diritti in sede giudiziale.

Ai fini della prova, è importante avere sia le dichiarazioni della stessa vittima del reato che i comportamenti conseguenti e successivi alla condotta posti in essere dall’aggressore.

Quali sono i casi in cui per la vittima è importante assumere un investigatore privato?

  • molestie e violenza nella vita privata;
  • minacce e atti persecutori;
  • violazione di domicilio e interferenza illecita nella vita privata;
  • intercettazioni abusive mediante microspie, telecamere nascoste, gps e software spia;
  • stalking;
  • mobbing.

Ma quali condotte configurano il reato?

  • La reiterazione delle condotte persecutorie
  • Le telefonate ripetute,
  • L’invio di buste, sms, e-mail e messaggi tramite internet,
  • La diffusione sui social network di post o video a contenuto ingiurioso, sessuale o minaccioso,
  • Il danneggiamento dell’auto della vittima,
  • L’aggressioni verbali alla presenza di testimoni,
  • Le iniziative gravemente diffamatorie presso il luogo di lavoro

L’investigatore privato non solo offre servizi in grado di verificare il reato con prove certe ma valuta anche le situazioni di pericolo offrendo congiuntamente servizi di intelligence innovativi ed efficaci.