Con il nuovo GDPR, entrato in vigore pochi mesi, adeguarsi ai sistemi sicurezza informatica non è più facoltativo per le singole società ma obbligatorio.  

Il dispositivo legislativo denominato Regolamento Generale sulla Protezione dei Dati, infatti, obbliga le aziende a notificare all’Autorità, entro 72 ore dall’avvenimento, qualsiasi violazione del sistema e ad informare del problema le persone a cui si riferiscono i dati violati.

Fondamentale per l’azienda è dimostrare di aver messo in atto tutti i mezzi possibili per proteggere la propria infrastruttura e per prevenire attacchi cosi da evitare sanzioni che possono arrivare fino a milioni di euro.

Proteggersi dunque dal cyber crime non è più solo una scelta lungimirante per i singoli imprenditori ma un atto dovuto. E questo perché non esiste più una differenza tra chi o cosa può essere attaccato visto che siamo tutti vulnerabili.

Piccole o grandi società, piccole o medie imprese e persino i soggetti privati sono tutti soggetti alla vulnerabilità di sicurezza. Proteggersi è un dovere verso se stessi e verso chi opera all’interno dell’organizzazione. 

Negli ultimi anni, gli attacchi virtuali dei cosiddetti hacker hanno avuto una crescita incredibilmente esponenziale. Nessuno è ormai inattaccabile da questo punto di vista. E la vulnerabilità non riguarda solo i dati presenti in rete o quelli dei nostri server ma anche le stesse infrastrutture fisiche che sono messe quotidianamente a rischio.  

Per combattere o prevenire il cyber crime sono disponibili tantissimi strumenti. Gli attacchi esistono e possono essere feroci ma la scienza è oggi in grado anche di rispondere sullo stesso piano, con altrettanta forza, determinazione ed efficacia. 

In questo nuovo articolo vi forniremo tre consigli importanti per tutelare i vostri sistemi. Sono delle linee guida che, se seguite nel modo corretto, possono aiutare a creare l’infrastruttura ideale di protezione della vostra azienda virtuale. 

Prima però un suggerimento che vi preghiamo di tenere sempre a mente:

Per proteggervi dal cyber crime non dovete agire da semplici utenti ma da veri e propri hacker, cercando di pensare nel loro stesso modo. Solo così potrete rispondere tempestivamente. 

Per migliorare la difesa è necessario agire su due livelli differenti: quello strategico e quello tattico.

I tre punti di partenza per creare la vostra barriera di protezione sono questi:

  • ANALISI E STRATEGIA: Analizzate bene i vostri strumenti, i dati che contengono e come vengono lavorati e tutelati. Cercate di comprendere i punti critici e quelli di forza delle vostre infrastrutture e individuate i pericoli derivanti sia dall’esterno che dall’interno.   

Un passo che vi consigliamo di fare è quello di commissionare un audit di sicurezza informatica. Si tratta di uno servizio specifico offerto da alcune agenzie che vi consente di verificare bene il vostro livello di protezione e la vulnerabilità.

  • FORMAZIONE E SPECIALIZZAZIONE: Avere a disposizione un ufficio informatico in grado di rispondere a eventuali attacchi non è più sufficiente. Tutti gli operatori della vostra organizzazione devono essere informati e formati sugli eventuali pericoli della rete e sui passi da compiere in fase di emergenza. Rispondere tempestivamente ad un attacco è il modo migliore per combatterlo.

Ogni collaboratore aziendale deve essere conscio di quali comportamenti scorretti potrebbero minacciare la sicurezza dell’infrastruttura (ad es. l’utilizzo di chiavette usb, l’apertura di email private utilizzando la rete aziendale e via dicendo).

  • ADOTTARE I DISPOSITIVI UTILI: una volta individuati i pericoli è opportuno adottare gli strumenti di protezione. Si tratta di sistemi hardware, macchine virtuali e backup e se possibile anche sistemi di crittografia.

Per farlo è necessario programmare il budget e le risorse sufficienti cercando di capire che nel cyber space si lavora insieme, sia per proteggerci che per portare a termine il nostro lavoro.