Award 2018: il prof. Battiato ci racconta le nuove frontiere delle investigazioni

«Nel corso della sua esperienza ultra-ventennale, ha approfondito e sviluppato la tematica dell’elaborazione, del miglioramento di qualità e della compressione delle immagini, svolgendo attività di consulenza per le principali Procure italiane su tematiche legate all’Imaging in ambito forense». E’ con questa motivazione che il prof. Sebastiano Battiato, docente dell’Università degli Studi di Catania, è stato premiato durante la cerimonia degli Investigation & Forensic Awards che si è svolta lo scorso novembre a Milano.

Noi di Phersei lo abbiamo incontrato in seguito alla sua premiazione proprio in una delle aule catanesi che ogni giorno lo vedono impegnato con progetti e studi scientifici legati al mondo delle investigazioni.

Di recente ha ricevuto il premio “Esperienza” per gli Investigation & Forensic Awards. Si tratta di un riconoscimento che per lo sviluppo delle tematiche legate alle immagini e l’attività di consulenza per le principali Procure italiane. Ma in cosa consiste la sua attività esattamente?
Si tratta di una branca delle scienze forensi che si occupa di applicare i principi della prova scientifica a quelli che sono i cosiddetti reperti digitali. Per garantire alle parti che un dato informatico possa entrare all’interno di un fasciolo processuale o investigativo è necessario applicare una serie di protocolli e metodologie opportune. Nel caso particolare delle immagini e dei video digitali, l’esperto viene chiamato ad analizzare scientificamente tali dati con l’obiettivo di evidenziarne o far emergere tracce ulteriori. Diverse sono quindi le applicazioni possibili, si va dal miglioramento generico di uno o più soggetti fino all’evidenziazione di dettagli di un volto, di una targa, ecc. o all’analisi di filmati di videosorveglianza per la ricostruzione delle dinamiche di eventi criminosi. Infine, un altro settore di interesse è quello legato alla ricerca delle eventuali manipolazioni o alterazione dell’immagini stessa a fini fraudolenti.

Quali sono i servizi che vi vengono maggiormente richiesti e da chi?

Nel corso degli anni abbiamo lavorato con le principali Procure italiane a supporto di attività investigativa e processuale anche se nell’ultimo periodo sono sempre più frequenti anche richieste dal mondo dei privati nei settori legati alle investigazioni o a supporto della ricostruzione di dinamiche in sinistri stradali o ancora per cercare di individuare dettagli in merito a furti, tentativi di estorsione, eventi dolosi. Il numero di telecamere installate nelle nostre città è infatti in continuo aumento e di conseguenza
anche il numero di casi che possono essere risolti o comunque ben indirizzati grazie a queste tecnologie. In generale poi possiamo affermare che non esiste oramai indagine che non faccia uso a vario titolo della cosiddetta traccia informatica. Dall’analisi dei tabulati, ai pagamenti con carta di credito o bancomat è sempre possibile
cercare riscontri nei movimenti di soggetti indagati o da controllare facendo riferimento a strumenti informatici di vario tipo.

In che modo si sta evolvendo il settore delle investigazioni?

L’evoluzione delle tecnologie ICT ha consentito al mondo delle investigazioni di fare passi da gigante sia in termini di capacità di analisi sia in termini di disponibilità di dati provenenti da più fonti. D’altra parte però rimane il problema di riuscire ad analizzare, spesso in tempi brevi grossi quantitativi di dati ed in maniera rigorosa. Da questo punto di vista solo con l’ausilio di esperti si può riuscire a far fronte alla crescente complessità che ne deriva.

Su cosa si sta concentrando la ricerca scientifica e tecnologica?

Anche in questo settore l’Intelligenza Artificiale e le attività connesse sono sempre più presenti. E’ oggi possibile inferire evidenze o relazioni nascoste tra i dati grazie all’ausilio di algoritmi sempre più sofisticati. E’ di qualche mese fa la notizia dell’adozione anche da parte delle FF.OO. italiane di un nuovo software per il riconoscimento facciale in grado di confrontare in tempo reale il volto di un sospettato all’interno di una banca dati di milioni di persone con una affidabilità e robustezza davvero impressionanti. Per restare al
passo istituzioni pubbliche, università e centri di ricerca devono fare squadra e collaborare in maniera proattiva; nel nostro caso ad esempio, presso l’Università di Catania, abbiamo messo su una spin-off universitaria, iCTLab (www.ictlab.srl) che opera proprio in questo settore e grazie alla quale proviamo a realizzare il famigerato trasferimento tecnologico di cui tanto si parla ma che in pratica per l’accademia è sempre difficile da realizzare.

Lei ha attivato all’Università di Catania un corso su Computer Forensics? Che tipo di competenze è in grado di accogliere il settore delle investigazioni?

Il corso di Computer Forensics è attivo oramai da diversi anni e si pone come obiettivo quello di “evangelizzare” presso gli studenti del nostro ateneo e non solo, le basi della disciplina sia dal punto di vista tecnico che da quello giuridico/forense. Abbiamo il piacere di ospitare ogni anno professionisti, esponenti delle forse dell’ordine e della magistratura che ci raccontano attraverso dei seminari di approfondimento, ognuno dal proprio punto di vista, le difficoltà e le nuove sfide che la realtà di tutti i giorni, su casi concreti e tangibili vengono poste all’attenzione degli addetti ai lavori. Il corso è fruibile anche in modalità e-learning su un canale Youtube dedicato ed è frequentato in modalità corso singolo anche da professionisti del settore di varie categorie (avvocati, tecnici, FF.OO). Da quest’anno il corso, che è incardinato presso il corso di Laurea in Informatica, prenderà il nome di Digital Forensics passando da 48 a 72 ore. Ciò ci permetterà di approfondire ulteriormente gli aspetti tecnici, aggiungendo al programma anche delle sessioni pratiche e di laboratorio. Gli esami poi permettono agli studenti di cimentarsi nella redazione di una consulenza tecnica, su uno o più casi di studio, ovviamente simulati, ma che riflettono in tutto e per tutto delle situazioni tipiche, in cui l’investigatore digitale deve dare supporto.

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