Come abbiamo spiegato nel nostro ultimo articolo di approfondimento, oggi le investigazioni private stanno vivendo una crescita esponenziale di richieste nel settore soprattutto aziendale. I servizi più in crescita, anche in Italia, sono quelli che riguardano la tutela della “business intelligence”. 

Molte aziende si affidano ad investigatori privati per proteggere o potenziare il proprio patrimonio di dati afferenti all’intelligence aziendale.

Capire come si comportano i concorrenti, quali sono le loro strategie di posizionamento consente di scegliere meglio e prima per il futuro della propria azienda acquisendo un enorme potere strategico per il market entry.

Le scelte possono riguardare il settore del marketing, di politica economica e quello dirigenziale. Sapere e comprendere il potenziale o i punti di forza o di debolezza della concorrenza può essere strategicamente determinate per raggiungere l’obiettivo principale. 

L’operato di un investigatore privato è importante sia nella fase di prevenzione che in quella di protezione. Attraverso alcune operazioni specifiche, da un lato egli cerca di proteggere l’azienda da possibili attacchi interni o esterni e dall’altro agevola l’ingresso in nuovi mercati, incentivandone anche la crescita.   

La Business Intelligence può essere definita come l’insieme dei processi aziendali atti a raccogliere dati ed analizzare informazioni strategiche, la tecnologia utilizzata e le informazioni ottenute come risultato di questi processi. Altresì può essere intesa come il processo di “trasformazione di dati e informazioni in conoscenza” al fine dell’utilizzo in processi decisionali strategici, in modo che questi siano supportati da informazioni coerenti, aggiornate e altamente precise. 

Sebbene la teoria scientifica su questi processi sia oggi avanzata ed ancora in fase di implementazione, per un investigatore privato si tratta di singole operazioni ben conosciute, strutturate e facilmente determinabili. 

Con la sentenza 13789 del 2011, infatti, anche la Cassazione si è pronunciata sulla legittimità dei controlli del datore di lavoro sui comportamenti infedeli del dipendente. L’’articolo 2 dello Statuto dei Lavoratori non vieta il ricorso da parte del datore di lavoro ad agenzie investigative private “restando giustificato l’intervento in questione non solo per l’avvenuta perpetrazione degli illeciti e l’esigenza di verificarne il contenuto, ma anche in ragione del solo sospetto o della mera ipotesi che degli illeciti siano in esecuzione”. 

Ma in cosa consistono le attività di tutela dell’intelligence aziendale? 

Si parte da una fase preliminare di raccolta ed elaborazione dati. La raccolta avviene con l’analisi di diversi prodotti documentali: archivi, registri, interviste, questionari, contratti pubblici, report ed analisi. L’elaborazione consente di verificare l’attendibilità delle informazioni e delle prove.

Ed infine, è nella stesura del report finale che si arriva al raggiungimento dell’obiettivo: la risposta al quesito primario. L’agenzia investigativa Phersei opera nel settore aziendale offrendo numerosi servizi in tutto il mondo.

Tra questi servizi, i nostri operatori si occupano di:  

  • Concorrenza sleale;
  • Controspionaggio industriale;
  • Infedeltà dipendenti;
  • Infedeltà soci;
  • Assenteismo dipendenti in azienda;
  • Fuga di notizie strategiche aziendali;
  • Contraffazione marchi;
  • Antisabotaggio industriale.
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