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Controlli difensivi occulti: cosa sono e quando sono leciti

controlli difensivi occulti
| Luca Lampis | Investigazioni Aziendali

Controlli difensivi occulti: cosa sono?

I controlli difensivi occulti vengono messi in pratica dal datore di lavoro, al mero scopo di accertare possibile illeciti di natura extra-contrattuale che i lavoratori potrebbero commettere. Tuttavia, è bene precisare che i controlli in questione non possono essere in alcun modo effettuati come se fosse una semplice vigilanza sullo svolgimento delle attività lavorative dei dipendenti. Il motivo principale risulta strettamente connesso al divieto di installazione sul posto di lavoro di sistemi di sorveglianza adibiti limitatamente al controllo continuativo dei compiti di routine.

Le telecamere sul posto di lavoro, infatti, consentono ai dirigenti e alla proprietà di accertarsi che non vi siano azioni illecite nel contesto lavorativo, ma solo a fronte di motivi fondati.

Tutto questo è stato confermato dalla Grande Camera della Corte di Strasburgo il 17 ottobre 2019 alla quale alcuni dipendenti spagnoli si erano rivolti a seguito del loro licenziamento. Le telecamere avevano permesso al datore di lavoro di turno di scoprire il furto delle merci.

Nell’esempio specifico, la Corte aveva però dato ragione al datore di lavoro, perché l’installazione dei sistemi di video sorveglianza aveva motivi ben fondati, tanto è vero che i sospetti di illecito si erano rilevati corretti. La controparte aveva provato a difendersi, facendo leva sulla violazione del diritto alla privacy e sulla mancata comunicazione inerente all’impiego delle telecamere. Ma a quanto pare non bastò.

I controlli difensivi occulti possono essere considerati leciti?

Ai sensi di quanto sancito all’interno dell’articolo 4 dello Statuto dei lavoratori, il datore può servirsi di strumenti di videosorveglianza e di dispositivi tecnologici con cui si monitorano le performance dei lavoratori, solo nella circostanza in cui vi fossero necessità di natura tecnica, esigenze di tipo organizzativo, fini di stampo produttivo, oltre che ovviamente la sicurezza aziendale o ancora la salvaguardia patrimoniale.

All’interno di un esercizio commerciale, ai sensi dell’ex articolo 13 del Codice della Privacy, è compito del datore di lavoro informare anticipatamente i dipendenti del ricorso a dispositivi di videosorveglianza, specie per quanto riguarda l’accesso alle aree controllate.

Il discorso in oggetto, tuttavia, non risulta valevole in ogni caso, perché qualora dovessero essere accertati illeciti potenziali di tipo extracontrattuale che metterebbero a repentaglio il patrimonio aziendale o, peggio ancora, correrebbero il rischio di danneggiarne l’immagine, le cose cambierebbero.

L’installazione delle telecamere sul posto di lavoro non viola affatto la privacy dei dipendenti se ci sono comportamenti illeciti da accertare.

Cosa dice la Cassazione?

Con la sentenza n. 10636 del 2 maggio 2017, la Cassazione ha stabilito che è legittimo il licenziamento per giusta causa intimato a un dipendente in virtù di videoregistrazioni “occulte” effettuate nei locali aziendali durante l’orario di lavoro.

Controlli difensivi occulti: il ruolo delle agenzie investigative

Spesso, le imprese si avvalgono del supporto delle agenzie investigative per ciò che concerne i controlli investigativi occulti. Lo scopo primario dell’intervento dei professionisti del settore consiste nel verificare comportamenti illeciti, differenti dal mancato adempimento dei compiti lavorativi.

Contattare un’agenzia investigativa, infatti, vuol dire agire con discrezione, in modo non invasivo e nel pieno rispetto della dignità e della libertà dei dipendenti. Anche la giurisprudenza più recente si è espressa favorevolmente circa l’utilizzo degli strumenti di videosorveglianza e il ricorso ai controlli difensivi occulti, a patto che si miri ad accertare possibili condotte pregiudizievoli dei dipendenti che, nello scenario peggiore, potrebbero dar luogo alla risoluzione del contratto di lavoro. Quanto appena evidenziato può essere esteso anche al di fuori del contesto lavorativo, a fronte di legittimi sospetti.

Pertanto, il datore di lavoro può dare a un’agenzia investigativa il compito di tutelare i suoi interessi, a patto che non si sconfini in una generica vigilanza sulle mansioni dei dipendenti. I controlli sulle prestazioni di lavoro dei dipendenti, di fatto, non devono essere prolungati, sproporzionati e invasivi.

Ciò di cui si ha bisogno in questi casi è un’agenzia investigativa che nel corso degli anni ha acquisito un consolidato know-how in materia di presentazione di prove documentali inerenti ai controlli difensivi occulti.
Ragion per cui, se in qualità di datore di lavoro, sospetti illeciti in azienda, ti guideremo verso una direzione sicura.

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