Le agenzie investigative, per rispondere alle differenti esigenze operative, si avvalgono della collaborazione di professionisti provenienti dagli ambiti più vari, tra cui la Digital Forensics, una branca delle scienze forensi applicate ai dispositivi digitali, che analizza qualsiasi reperto di tipo digitale, allo scopo di raccogliere informazioni che vengono in seguito utilizzate nell’ambito di un processo giudiziario. Ne consegue che l’informatica forense e in modo particolare la perizia forense svolta da un esperto del settore rappresenti un valido supporto all’attività di indagine svolta da un investigatore privato nelle cause di separazione, tradimenti, violenze domestiche, violenze sui bambini o cause di lavoro.

Per entrare nel vivo dell’argomento e approfondire il ruolo delle perizie forensi in relazione all’attività investigativa abbiamo intervistato Riccardo Meggiato, uno dei massimi esperti in Digital Forensics e autore di diversi libri sulla sicurezza informatica e le investigazioni informatiche come Il lato oscuro della rete, Cyberwar. Lo sapevi che un computer può uccidere?, Spia nella rete: piccolo manuale delle indagini digitali.

Riccardo, tu che sei uno dei maggiori esperti di Digital Forensics sia in Italia che all’estero puoi dirci cos’è una perizia forense e in cosa consiste?

Una perizia forense consiste nell’attività svolta da un esperto (perito) volta a reperire informazioni da dei reperti digitali che vengono in seguito utilizzate in un procedimento a carattere giudiziario, in modo da suffragare o negare una certa tesi difensiva o accusatoria. Tale attività di analisi fa capo alla branca della Digital Forensics che analizza tutti i reperti di tipo digitale, come e-mail, computer, smartphone, fino ad arrivare all’analisi di tabulati nelle celle telefoniche e analisi di immagini. Ad esempio, mi è capitato di lavorare a un famoso caso di omicidio, nel quale era stato trovato un corpo mummificato e c’era bisogno di capire se le foto d’archivio di quel corpo erano state manomesse tanti anni addietro rispetto allo stato di conservazione del corpo attuale, quindi in quel caso ho dovuto lavorare di concerto con un medico.

In quali casi si ricorre a una perizia forense?
Ci si avvale delle perizie forensi nelle cause penali o civili, come le cause di lavoro. Spesso accade infatti che alcuni dipendenti si rivolgono a un perito forense perché hanno registrato una conversazione con il loro datore di lavoro che poi non ha mantenuto dei patti e quindi ricorrono a un esperto per accertarsi che tali conversazioni siano autentiche e non siano state cucite su misura. Altri casi nei quali sono utilizzate le perizie forensi sono le cause di separazione, i tradimenti, ma anche casi penali come violenze domestiche, violenze sui bambini, omicidi, rapimenti e pedopornografia. Una volta mi è capitato un caso di pedopornografia su presunte modifiche di alcune immagini e il mio ruolo era quello di verificare che l’immagine non fosse stata ritoccata in alcun modo.

Quali sono i vantaggi delle analisi forensi?

Il vantaggio delle analisi forensi è la capacità di porre un sigillo di garanzia (asseverazione) di qualità su una prova digitale. Esso viene apposto da un esperto per dimostrare che non vi è stato inquinamento dell’elemento probatorio.

Quindi la perizia forense ha un’incidenza molto elevata in un processo?

Sì. Se prendiamo in considerazione il caso Gambirasio, possiamo notare che si è mosso su due livelli, tecnologico e biologico. ll biologico ha mostrato diversi aspetti deboli, quindi siamo arrivati al punto in cui la prova certa verrà trovata sulla base delle celle telefoniche. Anche nel caso di Garlasco è stata determinante la perizia informatica, perché doveva dimostrare in che momenti Stasi si trovava davanti al computer. Ciò rappresenta come una perizia forense può spostare letteralmente anche l’esito di un processo.

Nella stesura di una perizia forense quali sono gli elementi da prendere in considerazione?

Innanzitutto bisogna mettere in chiaro qual è la richiesta e da chi viene posta, un giudice, un avvocato o un altro soggetto. Successivamente bisogna sezionarla nei punti fondamentali e ricordarsi di rispondere solo nel merito, senza aggiungere informazioni ridondanti. Una volta messi in chiaro i punti, viene specificata la strumentazione, la metodologia e infine i risultati. È importante che la metodologia sia spiegata passo passo, perché successivamente deve essere replicabile da qualunque altra persona che abbia la medesima tecnologia. Il motivo è che una perizia per avere valore deve essere condivisibile da parte dei colleghi dello stesso pool e anche dalla controparte, quindi è fondamentale esporre passo passo le operazioni che vengono compiute.

Nel tempo è cambiato il modo di fare analisi forense?

Da un certo punto di vista si è semplificato, ad esempio fino a 5-6 anni fa gli smartphone avevano dei connettori diversi, quindi bisognava andare a recuperare i connettori o scrivere pezzi di programma per riuscire ad accedere alla memoria del telefono. Con l’uniformazione del mercato ora ci sono due sistemi operativi (Android e Ios) quindi quando hai un telefono sai già in che direzione muoverti. Dall’altra parte però c’è il problema che le memorie sono aumentate e i sistemi di protezione dei programmi sono cresciuti, ad esempio Whatsapp prima era facilmente controllabile dall’interno, adesso è impossibile a meno che non hai il telefono in mano. Accedere alle informazioni di base è più semplice, mentre scendere nei dettagli è molto più difficile rispetto a un tempo, quindi se prima si impiegavano 4-5 giorni per un’analisi forense di un telefono, oggi si impiega una settimana, dieci giorni. C’è sempre bisogno di studiare tantissimo perché chi si ferma rimane poi incollato a delle analisi troppo leggere. Esistono dei software che dopo 30-40 minuti di analisi creano un rapporto sulle cose che hanno trovato all’interno di quel telefono, però questi programmi non sono in grado di collegare tra loro le diverse informazioni e non riescono ad andare in profondità, perché a un certo punto trovano dei sistemi di protezione e non riescono a scardinarli. In questo caso la differenza la fa chi riesce a scardinare quei sistemi e andare un po’ più in là.

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