Il licenziamento per giusta causa è un concetto legale che è stato creato per proteggere i datori di lavoro dai dipendenti che mettono in atto condotte grave e intenzionali che sostanzialmente compromettono l’interesse dell’azienda in un servizio efficiente e degno di fiducia. Per evitare qualsiasi ricorso del dipendente, è necessario produrre prove certe servendosi delle indagini di un’agenzia investigativa.

 

Ruolo delle investigazioni nei licenziamenti per giusta causa

Tuttavia, il licenziamento per giusta causa può essere difficile da provare e stabilire. In assenza di prove certe e documentate, determinare se il licenziamento era giustificato si basa spesso su prove circostanziali. Come datori di lavoro è quindi indispensabile assicurarsi che gli standard della documentazione siano chiari, coerenti e inequivocabili. La conseguenza potrebbe essere l’impossibilità di difendersi da un reclamo per licenziamento ingiustificato.

Tra le giuste cause di licenziamento potrebbero esserci:

  • furto di beni aziendali, compresi materiali, attrezzature o forniture
  • atti od omissioni negligenti con conseguente danno al datore di lavoro, clienti e/o colleghi
  • incapacità di seguire le indicazioni che risultano in un danno al datore di lavoro
  • violazione di politiche e procedure aziendali chiare e scritte
  • ignorare intenzionalmente standard di comportamento ragionevole che sfociano in danni per il datore di lavoro e l’azienda
  • falsa malattia.

Approfondiamo quest’ultima facendo un’introduzione e poi esaminando un caso di successo di indagini per finta malattia che hanno portato ad un licenziamento giustificato.

 

Licenziamento giustificato per falsa malattia

Ci sono casi in cui per il lavoratore “furbetto” è più facile farsi rilasciare un certificato di malattia dal proprio medico di famiglia. Per esempio, quando la patologia non è accertabile, sebbene vi sia comunque la visita fiscale a verificarne la sussistenza. Ma, appunto, parliamo di un lavoratore “furbetto”, probabilmente preparato ad aggirare anche il medico fiscale.

Ecco perché molte aziende hanno sentito l’esigenza di affidarsi a un’agenzia investigativa. Secondo la Corte di Cassazione (sentenza 17113/2016), infatti, il datore di lavoro può impiegare un investigatore privato per scoprire se il dipendente sta davvero male e, in caso contrario, licenziarlo.

Accertato l’inganno, per i giudici il licenziamento è legittimo.

Nello specifico, la Suprema corte precisa che il datore di lavoro ha il diritto di ricorrere a un’agenzia investigativa per verificare l’attendibilità del certificato medico, che può essere contestato anche valorizzando circostanze di fatto. Quello che il datore non può fare – e questo resta un punto fermo – è far “spiare” il dipendente mentre è intento nell’attività lavorativa vera e propria.

 

Caso investigativo di successo

Il committente è Marcello, titolare di una grande officina, che si rivolge alla nostra agenzia investigativa riferendo di avere un problema con un proprio dipendente assunto a tempo indeterminato, il quale, da oltre due mesi è in malattia. Il predetto lavoratore ha recentemente presentato un ennesimo certificato di prosecuzione della malattia.

L’oggetto dell’indagine è un dipendente di 38 anni. Il cliente ci fornisce in luogo in cui abita e ci descrivere la sua autovettura.

 

Attività di indagine

Poiché il cliente non è convinto della buona fede del lavoratore, vorrebbe verificare l’effettivo stato di malanno dichiarato dallo stesso e raccogliere eventuali elementi di prova per intentare la causa per giusto licenziamento.

Vengono quindi concordati col cliente tre giorni di sorveglianza dinamica e l’utilizzo di un dispositivo Gps da installare sull’auto dell’interessato.

 

Conclusione dell’indagine

In tutti e tre i giorni di servizio, gli agenti hanno verificato e documentato con foto e video, che alle ore 08:00 il sorvegliato è uscito dalla sua abitazione, si è recato in altro luogo dove, dopo essersi cambiato e abbigliato con una tuta recante la scritta di una carrozzeria concorrente a quella del cliente, ha svolto regolare lavoro fino alle ore 17:30.

 

Obiettivo raggiunto

Quanto documentato è stato inserito in un report finale che è stato consegnato al cliente, il quale, grazie alle investigazioni ha potuto comunicare al dipendente il licenziamento per giusta causa.

 

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