La violenza sulle donne colpisce 1 donna su 3.

Include la violenza fisica, emotiva, psicologica o sessuale. Si va dalla violenza domestica allo stupro, dal matrimonio forzato alla mutilazione genitale. Può accadere a chiunque, e gli effetti sono dannosi e duraturi, sia fisicamente che mentalmente.

In questo articolo faremo inizialmente una panoramica sull’emergenza violenza sulle donne (completa di caratteristiche, conseguenze e dati statistici), per poi passare alle soluzioni per combatterla (dal “Codice Rosso” alle agenzie investigative).

 

Violenza sulle donne: panoramica completa

Nel 1993, le Nazioni Unite hanno dato una definizione di violenza ai danni delle donne come “qualsiasi atto di violenza di genere che provoca o possa provocare danni fisici, sessuali o psicologici alle donne, incluse le minacce di tali atti, la coercizione o la privazione arbitraria della libertà, sia che si verifichi nella vita pubblica o privata”.

È quindi chiaro, la violenza assume diverse forme: aggressioni fisiche, gesti minacciosi, umiliazione attraverso appellativi o insulti volti a denigrare la dignità, molestie volte a minare la sicurezza di sé, e tanto altro.

 

Forme di violenza

Possiamo raggruppare i tipi di violenza subiti dalle donne in 5 categorie:

  • Violenza sessuale

Questo reato è disciplinato dall’art. 609 bis del Codice Penale, che così lo definisce: “Chiunque, con violenza o minaccia o mediante abuso di autorità costringe taluno a compiere o subire atti sessuali è punito con la reclusione da sei a dodici anni”.

Quindi non solo molestie sessuali e stupro, ma anche l’essere costrette a compiere atti sessuali per paura delle conseguenze.

 

  • Violenza fisica

Tutto ciò che riguarda gli abusi di tipo fisico, dai più lievi ai più devastanti. Quindi percosse e lesioni, fino ad arrivare all’omicidio.

 

Grafico | Donne dai 16 ai 70 anni che hanno subìto violenza fisica o sessuale negli ultimi 5 anni da un uomo e tipo di violenza subita. Anno 2006 e 2014 (per 100 donne dai 16 ai 70 anni)

 

  • Violenza psicologica

Può essere rivolta ai danni dell’autostima o contro la dignità della persona (per esempio, critiche costanti), ma anche tante forme di intimidazione, di controllo e di impedimento che limitano la libertà della donna.

 

Grafico | Donne dai 16 ai 70 anni che hanno subito sempre o spesso violenza psicologica dal partner attuale, per tipologia di violenza psicologica. Anno 2006 e 2014 (per 100 donne con il partner attuale)

 

  • Violenza economica

Si tratta di una forma di violenza esercitata attraverso il controllo del denaro e l’impossibilità o la limitazione a farne uso, fino ad arrivare a negare l'accesso alle risorse necessarie per la sopravvivenza.

 

  • Stalking

Reato perseguibile penalmente con la reclusione da sei mesi a 4 anni, lo stalking consiste in una serie di atti persecutori che comportano nella vittima un malessere psicologico tale da indurla a cambiare le proprie abitudini di vita. Scopri altri dettagli sul reato di stalking e quali indagini possono essere condotte per risolvere il problema.

 

Dati Istat sulle diagnosi per violenza sulle donne

Diagnosi di violenza e accesso delle donne al Pronto Soccorso

 

Conseguenze su corpo e psiche

Ciò che è importante capire è che non sempre le cicatrici sono visibili. Ci sono infatti conseguenze devastanti anche sulla salute mentale e il benessere delle vittime.

I segni più comuni includono difficoltà a stabilire relazioni con gli altri, depressione, disturbo d'ansia, insonnia e sintomi di PTSD (disturbo post traumatico da stress). In particolare quest’ultimo si verifica tra il 25% e l'80% delle donne che hanno subito stupro o la violenza domestica. Queste difficoltà sono inoltre associate a bassa autostima e, in alcuni casi, la violenza può portare all'abuso di sostanze o al suicidio.

 

Dati statistici

Nell’ultimo quadriennio i femminicidi rappresentano oltre 1/4 degli omicidi commessi. E se il numero nel loro complesso è in forte diminuzione (dal 2011 al 2016 si è ridotto di circa il 39%) non altrettanto è avvenuto per gli omicidi con vittime di sesso femminile (-14%).

I dati dicono che diminuiscono i reati di violenza sessuale denunciati (12% circa), mentre aumentano le denunce per stalking e maltrattamenti (i primi aumentati del 45% dal 2011).

Purtroppo, però, gli ultimi dati sulle diagnosi post ingresso in Pronto Soccorso di donne che hanno subito atti di violenza risultano preoccupanti.

 

Contrasto alla violenza sulle donne e agenzie investigative

Dopo l’indispensabile panoramica sull’argomento, necessaria in quanto non è possibile combattere un fenomeno se non lo si conosce a fondo, vediamo adesso quali sono gli strumenti a tutela delle donne che subiscono violenze e la posizione assunta dalle agenzie investigative, rimarcata anche nell’ultima assemblea di Federpol.

Quindi: cosa fare nei casi di cui abbiamo parlato? Come prevenire questi fenomeni? Come difendersi?

 

Codice Rosso (Legge 19) e indagine difensiva

Nel 2019 è stato approvato dal Governo uno strumento che consente di agire con urgenza ed efficacia nella tutela personale delle donne vittime di violenza e di stalking.

Si tratta del cosiddetto “Codice Rosso”, il disegno di legge approvato in Consiglio dei Ministri e scritto dallo stesso Guardasigilli del momento, Alfonso Bonafede, in collaborazione con la ministra della Pubblica Amministrazione, Giulia Bongiorno, ideatrice, insieme alla showgirl Michelle Hunziker, della fondazione “Doppia Difesa”.

Il ddl Codice Rosso, recante “Modifiche al Codice di procedura penale: disposizioni in materia di tutela delle vittime di violenza domestica e di genere”, prevede innanzitutto una “corsia preferenziale” per aiutare le donne vittime di violenza e azzerare i tempi di reazione della giustizia in alcuni casi specifici come:

  • violenza sessuale,
  • maltrattamenti,
  • atti persecutori (ovvero stalking),
  • lesioni aggravate commesse in ambiente domestico o nell’ambito di una relazione di convivenza.

In questi casi la polizia giudiziaria non avrà più discrezionalità e dovrà informare il Magistrato immediatamente. Quest’ultimo dovrà avere un contatto con la vittima entro tre giorni dalla denuncia per acquisire tutte le informazioni.

Con questo nuovo strumento di difesa delle donne il Governo si impegna, come si legge nel testo del ddl a: “Promuovere strumenti e procedure di valutazione del rischio di letalità della vittima, gravità, reiterazione e recidiva del reato, partendo dalla esistenza di protocolli di valutazione del rischio sviluppati nell’ambito degli studi e delle ricerche sulla violenza di genere e ai protocolli investigativi in via di diffusione presso le Forze dell’ordine con specifico riferimento a questa materia (es. protocollo EVA)”.

Oggi sono più di 130 gli omicidi contro le donne commessi ogni anno. E purtroppo, molti (anzi troppi) di questi si consumano nei contesti familiari, per mano di un marito o un partner, un ex o altro familiare.

 

Grafico | Vittime di omicidio secondo la relazione con l’omicida per genere. Anni 2005, 2010, 2015, 2020

 

Il punto è che spesso potrebbero essere evitati con una più attenta valutazione del caso specifico e con maggior controllo. Alla necessità di agire velocemente, si aggiunge quella di trovare le prove con urgenza, così da concludere il prima possibile la procedura di tutela della donna e condanna del persecutore.

Il progetto di formare specificatamente il personale della polizia giudiziaria su questo tipo di azioni di emergenza, già proposto dal Ministro Bonafede, rende ancora più rilevante la necessità, spesso sia della vittima che delle autorità, di rivolgersi ad una agenzia investigativa privata per la ricerca di prove certe e per l’individuazione dell’aggressore.

In caso di sospetto fondato, infatti, l’investigatore ha anche la possibilità di installare microcamere e registratore per documentare la violenza domestica e raccogliere il materiale probatorio per arrivare prima e meglio al giudizio definitivo delle autorità competenti. L’azione svolta dalle agenzie investigative, in questi casi, può rivelarsi fondamentale, poiché l’investigatore aiuta la vittima a raccogliere tutto il materiale giuridicamente valido per provare, in sede di giudizio, la colpevolezza del responsabile della violenza o dello stalker.

 

Investigazioni private a scopo preventivo

Uno strumento ancora poco utilizzato è il ricorso all’investigatore privato a scopo preventivo, affinché possa raccogliere le informazioni necessarie ad evitare un dramma spesso irreparabile, cioè prima che il reato si consumi.

In caso di sospetto fondato, inoltre, l’investigatore ha anche la possibilità di installare microcamere e registratore per documentare la violenza domestica e raccogliere il materiale probatorio per arrivare prima e meglio al giudizio definitivo delle autorità competenti. L’azione svolta dalle agenzie investigative, in questi casi, può rivelarsi fondamentale, poiché l’investigatore aiuta la vittima a raccogliere tutto il materiale giuridicamente valido per provare, in sede di giudizio, la colpevolezza del responsabile della violenza o dello stalker.

 

Phersei Investigazioni e Osservatorio sulla Violenza

In  collaborazione con l’Osservatorio sulla Violenza, l’agenzia investigativa Phersei sostiene da tempo l’iniziativa speciale denominata “Contrasto alla #ViolenzaVirale”, con la quale esperti psicologi assisteranno telefonicamente e via mail le persone che necessitano di un consulto in un momento difficile come questo. L’iniziativa estesa su tutto il territorio nazionale è priva di scopo di lucro e si pone come obiettivo quello di ridurre l’esposizione delle vittime ai casi di violenza prevedendo, anche per le condizioni più critiche, una segnalazione alle autorità competenti.

La speranza è quella di aiutare e sostenere le vittime di questo terribile fenomeno che si è stratificato nella società e, oggi più che mai, può trasformarsi in una nuova appendice di questa emergenza sanitaria.

Marzio Ferrario, CEO Phersei

 

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